È di questi giorni la notizia che sarebbe possibile “divorziare via pec”, ovvero semplificando in maniera radicale il processo di scioglimento civile del matrimonio.

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha recentemente pubblicato delle linee guida che indirizzino gli operatori del settore nella gestione dei processi, tra questi anche quelli relativi alla materia familiare. Almeno fino al 30 giugno, se le circostanze lo concedano, sarà preferibile ricorrere al processo cartolare e ad udienze svolte da remoto. In alcuni casi specifici, poi, sarà possibile ricorrere alla pec per il deposito di documenti ufficiali e talvolta di ricorsi.

Per quanto riguarda la negoziazione assistita, essa può essere gestita via pec almeno per quanto riguarda il deposito degli accordi in Procura, il nulla osta o l’autorizzazione dei magistrati e la trasmissione allo stato civile. Si procederà da remoto anche per confermare l’autografia delle sottoscrizioni. Qualora l’accordo non dovesse essere autorizzato dalla Procura, il presidente del Tribunale fisserà una nuova udienza, che potrà essere virtuale con il consenso degli avvocati.

In merito ai procedimenti di separazione e divorzio, alcuni Tribunali attraverso i relativi Protocolli hanno disposto che si potrà presentare ricorso telematico per la separazione consensuale, il divorzio congiunto ed il ricorso congiunto ex artt. 337bis c.c., 337 quinquies c.c. e 710 c.p.c. sulla modifica delle condizioni di affidamento o dei provvedimenti sulla separazione. Questa scelta è dettata dalla maggiore facilità di espletamento della causa nel caso gli ex coniugi si trovino d’accordo sul percorso da intraprendere. In Veneto, la procedura “semplificata” delineata dal CNF è già in atto al Tribunale di Verona.

Qual è la procedura da adottare per i coniugi che vogliano separarsi o divorziare? Almeno 24 ore prima dell’udienza virtuale essi dovranno dichiarare separatamente, quindi tramite i propri legali, di essere stati informati delle norme che prevedono la partecipazione all’udienza, ma di voler procedere comunque senza la comparizione fisica. Dovranno dichiarare inoltre di aver aderito liberamente a questa scelta, di confermare la volontà di non riconciliarsi e di ribadire le conclusioni rassegnate nel ricorso. Tutto verrà inviato tramite pec, che dovrà essere sottoscritta da entrambe le parti. In questo modo potrà scattare l’omologa della separazione, la sentenza di divorzio congiunto o il decreto collegiale nel caso di modifica delle condizioni di affidamento. Per quanto riguarda l’udienza, è prediletta la scelta della modalità da remoto, solamente alla presenza dei legali. Nel caso, invece, il caso sia più delicato, il giudice potrà richiedere un’udienza con partecipazione attiva delle parti ad esempio allo scopo di valutare la loro capacità genitoriale.

È importante sottolineare che questa procedura è attuabile solamente nei casi di separazione e divorzio consensuali, e che per questo motivo verranno adottati dei protocolli ad hoc e dei modelli appositi. A questo scopo è preferibile che i coniugi raggiungano un accordo economico e uno relativo all’affidamento dei figli, così che possano espletare il procedimento di separazione e divorzio come appena descritto, senza che insorgano discordie che lo trasformino in un contenzioso.

Un’altra precisazione importante riguarda la durata della normativa. Il CNF stabilisce che le procedure descritte rimarranno in vigore “limitatamente al periodo di emergenza e comunque non oltre la data del 30 giugno”. Questo avviene perché si vuole evitare l’affollamento dei Tribunali almeno fino a quando si protrarrà l’emergenza sanitaria, pur riconoscendo che i procedimenti in materia di famiglia sono, secondo le stesse parole del CNF, “intrinsecamente connotati da urgenza”.