Un tema focale dell’emergenza Coronavirus è la condizione degli italiani all’estero, bloccati dalla chiusura delle frontiere e aggrappati alla speranza di un volo di emergenza. Questi ultimi sono voli speciali richiesti dalla Farnesina alle compagnie aeree, con autorizzazione da parte delle Autorità locali, e sono resi necessari a causa della sospensione della quasi totalità dei voli internazionali. Il sito del Ministero degli Affari esteri riporta che dall’inizio della Pandemia sono stati organizzati circa 260 voli in deroga alla programmazione ordinaria, 19 collegamenti via mare e 6 collegamenti via terra, che hanno permesso di riportare a casa e in sicurezza più di 45 mila connazionali da 60 Paesi.

IL RIMPATRIO

Il DPCM 26 aprile 2020, in merito alle limitazioni agli spostamenti per il contenimento del contagio, statuisce che “sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute […]; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Chi si trovi all’estero in via temporanea o chi vi si sia stabilito ma sia costretto a tornare ad esempio per aver perso il lavoro, o abbia visto interrompersi il suo percorso di studi, avrà la facoltà di fare rientro. Non è invece possibile per chi si trova all’estero entrare in Italia per recarsi presso eventuali seconde case o presso abitazioni di parenti o amici.

Il soggetto interessato dovrà contattare la compagnia aerea o altra società di trasporti per verificare la presenza di viaggi nel nostro Paese o eventuali rotte che transitino per Paesi terzi. Poiché le notizie sui voli riportate nei siti delle compagnie potrebbero subire modifiche, è opportuno verificare con l’Ambasciata territorialmente competente e con la compagnia aerea la correttezza di tali informazioni.

Dal 28 marzo (giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza del Ministro della Salute in concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) al momento dell’imbarco verrà richiesta l’autocertificazione (ATTENZIONE: è diversa da quella utilizzabile sul territorio nazionale) perciò è bene compilarla per tempo, indicando in modo dettagliato i motivi del viaggio (salute, lavoro, necessità assoluta), il luogo dove si trascorreranno i successivi 14 giorni di isolamento fiduciario e un recapito telefonico.

L’ARRIVO IN ITALIA

Una volta sul suolo italiano, il viaggiatore non potrà spostarsi con mezzi di trasporto pubblici, ma dovrà necessariamente prendere un taxi, noleggiare un’auto o farsi prelevare da UN SOLO convivente/coabitante, preferibilmente munito di mascherina. È importante che lo spostamento verso casa impieghi il minor tempo possibile. Lo stesso è giustificato da ragioni di “assoluta urgenza/necessità”, ed in questo senso andrà compilata l’autocertificazione per circolare sul territorio nazionale.

Un caso eccezionale è previsto da un ulteriore transito con mezzo aereo verso il proprio domicilio o residenza. Purché non si esca dall’area aeroportuale, è consentito prendere un altro volo nazionale o internazionale per tornare a casa.

UNA VOLTA A CASA

Chiunque arrivi in Italia deve rispettare l’isolamento fiduciario di 14 giorni. Chi entri per lavoro può rimandare l’inizio della quarantena di 72 ore (prolungabili per altre 48), nei limiti in cui ciò sia assolutamente necessario.

Ai fini del controllo del rispetto dell’isolamento, è necessario PER CHIUNQUE ARRIVI DALL’ESTERO, avvisare l’Azienda sanitaria locale competente per territorio. Se qualcuno non ha luogo dove passare la quarantena o non riesce a raggiungerlo, dovrà trascorrere il periodo di isolamento in luogo deciso dalla Protezione civile, con spese a carico dell’interessato. Sono esclusi da queste regole: lavoratori transfrontalieri, personale sanitario, equipaggi di trasporto passeggeri e merci.

GLI SPOSTAMENTI DALL’ITALIA VERSO L’ESTERO, AI SOLI FINI DI TURISMO, SONO VIETATI.